Run and gun impegnativo stile cartoni anni Trenta, boss spettacolari, jazz travolgente, cooperativa
Run and gun impegnativo stile cartoni anni Trenta, boss spettacolari, jazz travolgente, cooperativa
Pro
- Stile artistico disegnato a mano ispirato ai cartoni anni ’30, estremamente curato
- Colonna sonora jazz originale di alto livello e grande coerenza con l’estetica
- Boss battle creative e molto impegnative, con forte senso di conquista
- Modalità cooperativa locale che rende l’esperienza più accessibile e divertente in coppia
Contro
- Difficoltà molto alta, potenzialmente frustrante per chi non ama ripetere spesso le stesse sezioni
- Forte focus sugli scontri con i boss, meno adatto a chi cerca un platform con progressione più variegata
Cuphead è un videogioco d’azione e piattaforme in stile run and gun sviluppato da StudioMDHR e pubblicato nel 2017, conosciuto per la combinazione fra sfida intensa e personalità visiva inconfondibile. Si rivolge a chi ama i giochi difficili, ricchi di boss complessi da studiare, e a chi è affascinato dall’estetica dei cartoni animati degli anni Trenta e dal jazz.
Un cartone anni Trenta con il pad in mano
Il cuore di Cuphead è il suo stile artistico unico, modellato sui cartoon degli anni ’30. Gli sviluppatori hanno adottato le stesse tecniche dell’epoca: animazione tradizionale disegnata a mano, sfondi ad acquerello e una resa visiva che sembra uscita direttamente da una pellicola d’animazione vintage.
Ogni personaggio, dai protagonisti ai nemici, è costruito per richiamare quella sensazione di cinema d’altri tempi, con colori saturi, deformazioni espressive e movimenti fluidi. Il risultato è un gioco che, a prima vista, può sembrare un cartone classico in riproduzione, ma che nasconde un’anima d’azione molto moderna.
Un patto con il Diavolo e mondi surreali
La storia gioca con un tono fiabesco e cupo allo stesso tempo. Cuphead e il suo inseparabile compagno Mugman stringono un accordo azzardato con il Diavolo nel casinò dell’Inframondo. Per saldare il debito ed evitare un destino nefasto, i due devono attraversare mondi bizzarri e recuperare le anime di altri debitori, ognuno trasformato in un boss memorabile.
La trama resta volutamente semplice, ma dà coerenza a un universo popolato da creature eccentriche e scenari che sembrano usciti da vecchie bobine animate.
Azione run and gun e boss al centro della scena
Dal punto di vista ludico, Cuphead è un classico run and gun fortemente incentrato sulle boss fight. L’azione richiede precisione, riflessi pronti e molta concentrazione: i combattimenti contro i boss sono particolarmente impegnativi e spesso richiedono diversi tentativi per imparare i pattern e trovare il momento giusto per attaccare.
Nel corso dell’avventura si possono attraversare mondi strani, ottenere nuove armi, sbloccare super mosse potenti e scoprire segreti nascosti, il tutto mentre si cerca di estinguere il debito con il Diavolo. La difficoltà elevata può spiazzare, ma supera un livello la soddisfazione è notevole e ripaga la perseveranza del giocatore.
Cooperativa locale: affrontare le sfide in due
Se l’esperienza in solitaria risulta troppo intensa, Cuphead offre una modalità cooperativa locale in cui il secondo giocatore controlla Mugman. Giocare in due non annulla la durezza dei boss, ma aiuta a gestire meglio gli errori e rende le sconfitte meno pesanti, trasformando la frustrazione in complicità e condivisione.
Jazz, ritmo e atmosfera sonora
Oltre all’immagine, Cuphead cura in modo maniacale l’audio. La colonna sonora composta da Kris Maddigan utilizza registrazioni jazz originali che riprendono lo stile musicale degli anni ’30, con brani vivaci e ritmati che seguono da vicino quanto accade su schermo.
Gli effetti sonori sono pensati per sembrare usciti da un vecchio film d’animazione, con colpi, rimbalzi e voci che rafforzano la sensazione di trovarsi dentro un cartone d’epoca. L’insieme di musica e sound design contribuisce in modo decisivo all’immersione, affiancando perfettamente il comparto visivo.
Pro
- Stile artistico disegnato a mano ispirato ai cartoni anni ’30, estremamente curato
- Colonna sonora jazz originale di alto livello e grande coerenza con l’estetica
- Boss battle creative e molto impegnative, con forte senso di conquista
- Modalità cooperativa locale che rende l’esperienza più accessibile e divertente in coppia
Contro
- Difficoltà molto alta, potenzialmente frustrante per chi non ama ripetere spesso le stesse sezioni
- Forte focus sugli scontri con i boss, meno adatto a chi cerca un platform con progressione più variegata
Pro
- Il suo stupendo aspetto visivo
- L’equilibrio che offre il gameplay
Contro
- Mancanza di più tutorial per i giocatori meno esperti
- Si avverte la necessità di una maggiore varietà di personaggi
Cuphead arriva sul mercato dei videogiochi come una ventata di creatività e divertimento che esalta l'importanza del genere run and gun che era stato così dimenticato nel corso degli anni.
Quello che era iniziato come un curioso sviluppo indie, ma forse destinato a essere dimenticato dal mercato, ha finito per diventare uno dei più grandi successi visti nell'ambiente Microsoft negli ultimi anni. Cuphead ha trionfato e ha dimostrato che è ancora possibile sviluppare giochi di generi del passato che interessano il grande pubblico. E ci è riuscito grazie a un'estetica deliziosa, uno sviluppo dei livelli curato nei minimi dettagli e una rigiocabilità che rende impossibile smettere di giocare per mesi.
Ritorno agli anni '30
In un'epoca in cui il vintage è sempre più di moda, è logico che lo stile cartoon tipo rubber hose si adatti bene ai videogiochi. Questo è lo stile di animazione degli anni '30, un'epoca in cui Disney iniziava a realizzare i suoi primi cortometraggi con un classico Topolino che probabilmente non immaginava tutto ciò che sarebbe stato in grado di realizzare. Basandosi sul lavoro di professionisti come Walt Disney e gli studi Fleischer, il team di StudioMDHR ha preso come riferimento questo stile per plasmare un gioco che senza mezzi termini è diventato un classico moderno.
I run and gun rinasciti in grande stile
Si potrebbe iniziare questa recensione parlando del presunto livello di difficoltà di Cuphead, allarmante per alcuni critici e banale per altri, ma si sminuirebbe il lavoro svolto dal team di sviluppo. Al di là delle polemiche e dei livelli di difficoltà, Cuphead è come un caramello, un regalo che il mondo dei videogiochi riceve ogni tanto e che può essere goduto dall'inizio alla fine con il sorriso sulle labbra.
È introdotto nel genere dei run and gun, giochi che avevano avuto il loro periodo d'oro sulle console a 16 bit e che gradualmente, a causa dell'abbandono della grafica 2D, stavano scomparendo. Questi giochi adottano non solo la meccanica principale: avanzare, saltare e sparare, ma anche quell'alto livello di difficoltà che giustifica la durata del gioco, solitamente non molto lunga, facendo ripetere al giocatore gli scenari più e più volte. Tuttavia, nel contesto attuale, dove sono comuni i giochi che puniscono il giocatore alla morte "rubando" tutto l'equipaggiamento, Cuphead è generoso e offre vite infinite senza togliere nulla di quanto ottenuto lungo il cammino.
Combattimento su combattimento senza riposo
Lo sviluppo è caratterizzato dalle battaglie contro i boss, che occupano il centro della scena come se fosse un gioco di Mega Man. Il percorso verso il boss è disseminato di livelli e incroci 2D dove si deve avanzare saltando e sparando, ma è chiaro che il fulcro del gioco si trova in quelle intense battaglie contro i grandi nemici alla fine dello stage. Individuare i loro punti deboli, trovare il modo migliore per attaccarli e pianificare strategie adatte saranno alcuni degli obiettivi dei giocatori.
E tutto ciò con una colonna sonora magica, che incanta anche solo ascoltandola senza giocare, ma che diventa ancora più speciale quando si combina con queste stupende rievocazioni visive in stile rubber hose. Cuphead è un gioco uno su un milione, un titolo che viene ricordato perché ha fatto la storia.
Pro
- Il suo stupendo aspetto visivo
- L’equilibrio che offre il gameplay
Contro
- Mancanza di più tutorial per i giocatori meno esperti
- Si avverte la necessità di una maggiore varietà di personaggi